FEVA RISTORANTE – CASTELFRANCO VENETO (TV)

 

Sono un po' uscito dal giro dei ristoranti veneti, fa piacere vedere ci sia una bella sorpresa.

 

Feva Ristorante
Borgo Treviso, 62
Castelfranco Veneto (TV)
tel. 0423 197565
http://www.fevaristorante.it/

 

Avevo letto del Feva Ristorante in una recensione su Passione Gourmet, la descrizione mi aveva stuzzicato, così mi ero salvato il bookmark in attesa di poterlo visitare. Martedì 4 è capitata l'occasione con un paio di amici, eccomi quindi a parlarne.
Arrivare al locale è facilissimo, si trova all'inizio della statale che da Castelfranco porta a Treviso ed ha pure un parcheggio privato. Al piano terra c'è la cucina, totalmente a vista con ampie vetrate. La sala si trova al primo piano, l'arredamento è minimale così come l'apparecchiatura (niente tovaglie).
Noi abbiamo preso il menu Anima, chiedendo una sostituzione perché uno dei miei due amici è complessato e non mangia pesce.
Abbiamo cominciato con una entrée offerta dal locale, delle lasagne ricostruite in mini polpetta, sfiziosa.
L'antipasto è stato Patata di Montagna, Morlacco di Malga, Tartufo Nero, Clorofilla. Una patata cotta e lasciata al dente, scavata con dentro del morlacco fuso, poi alcune listarelle di tartufo nero e degli spuntoncini a parte di clorofilla. Buona la patata, molto buono il morlacco, il tartufo poco pervenuto. Nell'insieme una buona apertura di menu.
Quindi due primi. Paccheri alla Carbonara di Canestrelli, Pesto di Santoreggia e Ricci di Mare; paccheri cotti al dente in maniera perfetta, buona la salsa, buoni i canestrelli (anche se li avrei preferiti interi o tagliati in due, non così fini), poco presente il gusto dei ricci. Risotto alla Parmigiana e Castagne, guazzetto d’Oca, con aggiunte all'ultimo delle lamelle di tartufo bianco sott'olio; anche qui riso cotto perfettamente al dente, guazzetto d'oca molto saporito, castagne presenti ma non invadenti (per fortuna), tartufo bianco piuttosto incognito.
Il secondo è stato la Lepre in Letargo Diurno: una sorta di sfera di carne di lepre sfilacciata e chiusa da una rete di grasso, posta sopra a del puré di patate ed arachidi e del dolceforte di stile toscano. Tutto molto ben realizzato, esclusa la presenza di qualche ossicino nella lepre. Ho apprezzato il puré, la presenza delle arachidi dava la spinta in più al piatto.
Come dessert hanno proposto Cioccoliamo: un millefoglie di cialdine al cacao con in mezzo mousse al cioccolato bianco ed al latte, una sfera di spuma al fondente ed una quenelle di gelato (base bianca) alle fave di Tonka. Il gelato era veramente ottimo, le mousse ben realizzate, per quanto riguarda le cialde non sono un amante di quel tipo di ricetta perché il cacao prende sentori di bruciato, ma rispetto la scelta perché restano finissime ed impalpabili.
Col caffè sono stati portati tre mini pasticcini chiusi dentro un guanto nero, qui per me c'è stata la vera nota deludente della serata: pasticcini totalmente dimenticabili come qualità, presentazione ancora peggiore.
Ho bevuto acqua e non vino perché sono in periodo astemio, quindi non ho la più pallida idea di come sia la carta dei vini. Pani e grissini sono di buona fattura, anche se preferirei una crosta più croccante.
Note positive del locale: c'è una bella mano in cucina; ho apprezzato la volontà di valorizzare ingredienti "poveri"; il servizio è cordiale e sorridente; i prezzi sono belli abbordabili per questo tipo di proposte; finalmente un sito internet curato ed aggiornato. È chiaro che ci sono teste pensanti a livello gestionale dietro al progetto, quindi tanto di cappello su questo.
Ci sono però molte cose da sistemare secondo me, frutto credo di un rodaggio non ancora perfezionato. Per prima cosa il menu è risultato un po' monocorde come sequenza di gusti: piatti salati spostati su sentori dolci con un po' di grassezza in sottofondo, fa riflettere che le componenti più amare fossero presenti nel dessert. Personalmente preferisco varietà nelle sensazioni gustative, qui l'acido era quasi assente in tutti i piatti, l'amaro non pervenuto nei piatti salati. D'accordo che la cucina moderna ha visto lo scomparire delle barriere tra dolce e salato, ma meglio non esagerare sui piatti salati. Un'altra cosa che mi viene da criticare è l'uso degli ingredienti "nobili", messi lì più per far nome che per dare una vera impronta al piatto: preferirei non vederli proprio e veder valorizzati al massimo altri ingredienti "poveri". Ho qualcosa da ridire anche sulle porzioni, sono il primo a storcere il naso quando la gente si lamenta delle piccole porzioni dei menu degustazione, ma qui onestamente eravamo un po' troppo dal lato minimal. Il servizio andrebbe registrato e reso coerente, sia per i vari aspetti del tavolo, sia in confronto alla sala nel complesso. Se si sceglie di cambiare posate ad ogni portata allora diventa obbligatorio riempire i bicchieri di acqua dei clienti, lasciare che siano sempre loro a riempirseli è una nota totalmente stonata. Come è fuori luogo proporre un abbinamento al calice (per i miei due amici) e poi presentarsi con un solo calice per tutto il menu. Non è il massimo della vita nemmeno seguire le apparenze scarpone di un tavolo (diciamo che non eravamo in tenuta elegante) e cambiare trattamento nei confronti dei clienti, passando al tu ed usando una marcia diversa rispetto agli altri tavoli. Ad esempio la quenelle di gelato portata agli altri tavoli era formata bene, quelle al nostro tavolo erano formate in maniera grossolana (oltretutto la mia era la più sgorbia di tutte); oppure nel mio millefoglie c'erano due cialde doppie (segno di impiattamento affrettato). Peccati di gioventù che non dovrebbero accadere, tutti i clienti meritano lo stesso rispetto. Chiaramente qui sto facendo il pignolo al massimo.
Nel complesso l'ho trovata una esperienza piacevole, soldi ben spesi. Cercherò di tornarci frequentemente perché ci sono ottime premesse. Non mi stupirei di vederli premiati con una stella michelin fra 3-4 anni, spero che possano prendere quello che è stato il posto del Dal Vero per i gourmet della zona.

 

 

2 Responses to “Feva Ristorante – Castelfranco Veneto (TV)”

  1. Lorenzo

    Penso sia difficile dare piu' colore rimanendo oggettivi ed equilibrati, si riconosce che il review e' stato scritto da un professionista e nn da un buongustaio qualsiasi!

    "Come è fuori luogo proporre un abbinamento al calice (…) e poi presentarsi con un solo calice per tutto il menu" Questa e' una cosa che mi capita davvero spesso, ristoranti con menu' interessanti ma se vuoi vuoi un calice di vino, puoi scegliere fra vino-a-caso-ella-casa o bottiglia intera. Mai capito il perche', visto che la maggioranza dei tavoli sono 1-2 persone e penso che un cliente che paga per 2 calici di buon vino porterebbe piu' profitto di uno che prende una bottiglia economica sapendo di doverla lasciare a meta'.

  2. teonzo

    I locali che non puntano sui vini al calice dimostrano semplicemente scarsa attitudine gestionale. Se ti sai organizzare un minimo e sai gestire i clienti allora hai dei plus non indifferentI: si hanno ricarichi maggiori rispetto alle bottiglie intere; permettono una gestione ed un ricircolo della cantina molto più organizzato e prevedibile; danno un ottimo ritorno di immagine con un sacco di clienti, sia quelli che devono pensare a guidare e quindi sono limitati, sia quelli “inesperti” che tenderebbero ad ordinare bottiglie sbagliate e quindi rovinarsi la cena con abbinamenti inefficaci. In Italia purtroppo siamo indietrissimo su tutto il lato gestionale del settore dell’ospitalità.

    Nel caso specifico la maitre durante l’ordinazione disse qualcosa tipo “scendo giù a vedere quali bottiglie abbiamo per gli abbinamenti al calice”. Non è tornata e si è presentata la cameriera dicendo “come vini posso proporvi”, senza specificare che era stata mandata dalla maitre (tant’è che all’inizio avevo frainteso e le avevo fatto notare che stavamo aspettando l’altra). Poi ha proposto dei vini generici, senza nessuna spiegazione e senza nemmeno specificare che per lei era inteso “calice tutto pasto” e non “abbinamenti progressivi per portate” (come si era inteso con la maitre, come era scritto nel menu). Due difetti di comunicazione da parte del personale che non sono molto congrui in un locale di queste ambizioni. Fosse solo perché si sono bruciati i soldi degli altri calici.

     

    Teo

     

Leave a Reply

Copyright © TEONZO – blog di pasticceria. All rights reserved.