YOUNG NICOLE S., FOOD PHOTOGRAPHY: FROM SNAPSHOTS TO GREAT SHOTS

 

Spero avrete notato che ultimamente sono passato dal fare foto oscene a fare foto decenti. Beh, è merito di questo libro. Esiste anche la versione italiana dal titolo "Fotografare il cibo: da semplici istantanee a grandi scatti".

 

Young Nicole S., Food Photography: From Snapshots to Great Shots

 

Autore: Young Nicole S.
Titolo: Food Photography: From Snapshots to Great Shots
Editore: Peachpit Press
ISBN: 9780321784117
Lingua: inglese
Pagine: 280
Data: 2012
Altezza: 23.1 cm
Larghezza: 19 cm
Spessore: 1.3 cm

 

Mi ero stancato di fare foto schifose, ottenute clickando a caso e senza sapere cosa stavo facendo, così ho deciso di cominciare a documentarmi e provare ad imparare. Come primo passo ho scelto di comprare un libro adatto ai principianti ed ho provato con questo. Devo dire che sono rimasto molto soddisfatto dell'acquisto.
Il libro è pensato per i principianti con macchine fotografiche digitali, parte dalle basi più semplici che possono venire ignorate dagli incapaci come me, fino ad arrivare a dettagli mediamente avanzati. È chiaramente un lavoro pensato per i food blogger che vogliono migliorare ed avere immagini migliori sul proprio sito. Non credo proprio sia adatto per chi vuole fare foto professionali di alto livello.
I primi capitoli prendono in considerazione l'abc della fotografia. Nel primo sono trattati i fondamentali come il bilanciamento del bianco ed i settaggi per l'esposizione. Io manco sapevo che esistessero, ora ho imparato che ottenevo colori totalmente sfasati perché non bilanciavo il bianco. Il secondo capitolo tratta le attrezzature: tipi di macchine fotografiche, tipi di lenti, treppiedi e via dicendo. Qui ho imparato che è cosa buona autocostruirsi dei semplici pannelli riflettenti partendo da un pezzo di cartone ed attaccandoci sopra un po' di pellicola di alluminio. Il terzo capitolo riguarda l'illuminazione, ossia i vari tipi di luce possibile, come posizionare il cibo, come posizionare i pannelli riflettenti e tutto il resto. Qui ho imparato che stavo facendo l'esatto opposto di quello che sarebbe meglio fare (coff coff).
Quarto e quinto capitolo sono dedicati allo stile del cibo, ossia a come impiattare i vari elementi, come disporli in maniera armoniosa, trucchi per ottenere un'estetica migliore. È risaputo che nella fotografia professionale si usano degli espedienti per far sembrare più appetibile il cibo (spray, coloranti…), rendendolo inedibile. Oppure si usano costruzioni particolari per dare volumi e forme che non si possono ottenere realmente. In queste pagine vengono spiegati molti di questi "segreti". Di sicuro sono utili per chi punta all'estetica di piatti "semplici", intesi come piatti di livello casalingo o non troppo ricercato. Personalmente sono contrario a queste cose, la foto secondo me deve rappresentare il piatto in maniera realista, ossia lo scopo è fotografare il piatto vero e proprio che verrà poi servito e consumato. Qui parlo da professionista, se servissero trucchi di quel tipo per rendere bene il cibo che preparo allora mi sentirei dannatamente sconfitto e depresso. Insomma, ho letto questi capitoli per curiosità ma non li metterò mai in atto.
Il sesto capitolo riguarda l'uso di Adobe Photoshop. Qui ci sono un sacco di spiegazioni utili per sistemare le proprie foto al computer, specialmente per il bilanciamento dei colori. Io uso GIMP perché preferisco i software free per principio, quindi ho qualche difficoltà a ritrovare le funzioni analoghe, ma di sicuro ho imparato un bel po' di nozioni che fanno comodo.
L'ultimo capitolo è dedicato ai dietro le scene, ossia l'autrice mostra come ha realizzato varie foto, partendo dall'impostazione dei piatti, scelta dei colori, realizzazione del set, tutto il lavoro che va fatto prima di mettersi dalla macchina fotografica a scattare le foto.
In conclusione ripeto quanto scritto all'inizio: sono molto contento di aver comprato questo libro perché è scritto in maniera chiara e precisa ed ho cominciato subito a capire cosa devo fare per cominciare a fare foto decenti. Non è poco per uno che fino a qualche settimana fa sapeva solo accendere la macchinetta e fare click. Se avete un blog dedicato al cibo e siete nelle mie stesse condizioni, allora è un acquisto vivamente consigliato.
Su Amazon IT potete comprare la versione cartacea in inglese per 14.46 euro; la versione kindle in inglese per 9.37 euro; la versione cartacea in italiano per 20.40 euro.

 

 

8 Responses to “Young Nicole S., Food Photography: From Snapshots to Great Shots

  1. Marco

    Ciao Teo,

    se posso consigliarti un libro per sapere tutto sulle luci, è questo "Light science and magic" solo in inglese, lo trovi su Amazon. Non è specifico per il cibo, ma con quello e la pratica puoi fare davvero qualunque foto. 

    Per l'editing secondo me il massimo è Adobe Lightroom, pensato da fotografi per fotografi, per Photoshop e Gimp sono orientati alle immagini intese come mappa di pixel, c'è una bella differenza. 

    Ciao. 

  2. Mrs M

    Wow!e' fantastico! Grazie mille per il suggerimento, l'ho gia' ordinato su amazon! By the way- le tue ricette sono pazzesche!! 

  3. teonzo

    ciao Marco,

    grazie per le dritte, me le salvo e terrò in considerazione per il futuro. Intanto cerco di fare un po’ di esperienza e crearmi un po’ di basi. Poi vedrò cosa riesco a capire e fare e da lì deciderò come muovermi. Da quello che ho capito la mossa migliore da fare sarebbe comprare due ombrelli con lampade CFL (specie per i problemi dovuti ai mesi invernali, quando possono capitare 10 giorni in fila senza luce naturale decente) ed una macchina reflex (mettere a fuoco pâte de fruits e praline con la compatta con autofocus è un’impresa).

     

    Teo

     

  4. teonzo

    ciao Mrs M,

    grazie mille per i complimenti! Spero che il libro ti piaccia e ti sia utile come è stato per me.

     

    Teo

     

  5. marco

    No gli ombrelli non te li consiglio che sono più complicati (spilling-light) rispetto alle soft-box. Ti consiglio per cominciare una sola softbox, usando poi un pannello riflettente per riportare la luce e ammorbidire le ombre opposte alla sorgente luminosa.

    Inoltre non ti consiglio l'uso di luce continua (fari e faretti vari) perché, nonostante l'indubbio vantaggio di "vedere" la luce e le ombre prima dello scatto, danno parecchi problemi, ad esempio consumano molta energia e squagliano il cibo, specie i dolci. Nessun fotografo usa la luce continua :) E' una questione di abitudine, dopo un po' di pratica vedrai la luce del flash immaginandola :) Il consiglio del libro rimane valido, anche per questi motivi. Quindi prendi un flash, quello che costa meno, l'importante è che abbia la regolazione della potenza da 1/1 ad almeno 1/16.

    Per pilotare un flash lontano dalla macchina servono dei trigger, quelli cinesi costano poco e funzionano alla grande, peccato che li ho appena regalati ad un amico altrimenti te ne facevo volentieri omaggio. Puoi cercare su eBay o Amazoni i Phottix, tra i tanti possibili.

     

    Ricapitolando:

    .  Soft-box con attacco per flash, più grande è meglio è 

    .  Flash economico

    .  Trigger economici

    .  Light-stand – stativo per sostenere la softbox (consiglio il Manfrotto Nano)

    .  Pannello riflettente, magari a due facce, bianco e argento

     

    La reflex non è strettamente necessaria, ma è comodo poter cambiare le lenti a piacimento.

     

    Ciao :)

     

  6. teonzo

    Usti, grazie mille per tutti questi preziosi consigli!!!

    Allora ne approfitto per chiederti se puoi darmi qualche dritta per le pâte de fruits. Con la compatta (Panasonic DMC-TZ6) non riesco proprio ad ottenere foto con i cristalli di zucchero a fuoco. Ho provato vari settaggi ma non me ne è uscita una. Ho provato anche ad appoggiare un foglietto con una stampa (bella definita ovviamente) vicino alle pâte de fruits, puntare l’autofocus sulla scritta (tengo impostato l’autofocus fisso nella zona centrale della foto, ho tolto l’autofocus pseudo-intelligente) e tenendo la foto bella larga (tanto poi faccio resize a 600 pixel, se parto da 1k invece che 3k non casca il mondo), ma anche così nada da fare. C’è speranza? Grazie.

     

    Teo

     

  7. marco

    Hai fatto bene a usare il foglietto, cosa che si fa (reference card) quando il soggetto è difficile da mettere a fuoco perché è poco contrastato. Prova una o tutte le seguenti, poi fammi sapere:

    1) Disabilita il AF-Tracking (mantiene il fuoco su soggetti in movimento)

    2) Disabilita Face-Recognition

    3) La macchina fa fatica a mettere a fuoco soggetti troppo luminosi o poco luminosi o troppo vicini. Cerca di mettere a fuoco il punto che ti interessa al centro dell'inquadratura, premendo a metà il bottone di scatto, poi ricomponi eventualmente mantenendo il pulsante mezzo premuto e spostando la macchina all'interno dello stesso piano (se ti avvicini o allontani la messa a fuoco va a farsi friggere). Ovviamente poi premi a fondo per scattare.

    4) Abbassa la sensibilità ISO al minimo possibile (non mettere Auto). All'aumentare della sensibilità aumenta anche la distanza minima dal soggetto.

    5) Imposta AF Macro come modalità auto-focus. Puoi arrivare fino a 3cm di distanza così.

    6) Se non hai il cavo di scatto remoto o il telecomando, scatta con il timer (non c'entra niente col focus ma lo dico lo stesso). Do per scontato che hai il cavalletto o appoggi la macchina da qualche parte di stabile.

    7) Se puoi evita di usare lo zoom, così è più facile la messa a fuoco.

    8) Per una messa a fuoco perfetta inviami una scatola di pate-de-fruit e ci penso io :D :D

  8. teonzo

    1 e 2- Devo cercare cosa sono (e se ci sono), sono opzioni che non ho mai toccato.

    3- Questa è un’ottima idea, non ci avrei mai pensato!

    4- L’ISO l’ho settato ad 80 (il minimo di sta macchinetta) da un pezzo e l’ho sempre lasciato lì.

    5- Proverò anche questa!

    6- Il cavalletto l’ho preso un anno fa (quello scrauso di Amazon), il timer ho imparato a metterlo dopo aver letto questo libro.

    7- Ok.

    8- Sembra una buona proposta, magari se ne parla col prossimo giro di esperimenti che faccio, grazie!

     

    Teo

     

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