L'INVENTION DE LA CUISINE: PIERRE GAGNAIRE (DVD)

 

Questo DVD ci racconta qualche aspetto di Pierre Gagnaire, uno dei geni della cucina contemporanea.

 

L’Invention de la Cuisine: Pierre Gagnaire (DVD)

 

Numero DVD: 1
Durata: 49 min
Anno: 2001
Lingua: francese
Sottotitoli: inglese, spagnolo, giapponese
Standard: NTSC
Region: 0

 

Pierre Gagnaire è uno dei grandi chef francesi, si era fatto notare col suo primo ristorante a Saint-Étienne, dove ottenne le 3 stelle michelin. Quel locale durò poco e dovette chiudere a causa di un fallimento. Da lì Gagnaire si spostò a Parigi, tornando ad ottenere le 3 stelle michelin e rimanendo tutt'ora nell'empireo della cucina mondiale. Il suo stile è molto particolare, ci sono le classiche basi della cucina francese, ma i piatti sono frutto di una forte creatività e sono in continuo mutamento, con Gagnaire che li cambia all'ultimo momento a seconda del suo estro. Questa dote (riuscire ad improvvisare tutto all'ultimo momento, restando su livelli altissimi) l'ha reso famoso tra tutti i colleghi, si tratta di una capacità con pochi eguali. Inoltre è degna di nota la sua lunga collaborazione con Hervé This, grazie a cui ha introdotto numerose novità tecniche nella sua cucina.
Questo documentario ci vuole mostrare il lato creativo di Gagnaire. Nei primi 12 minuti vediamo lo chef che prende alcuni ingredienti "poveri" a caso e da lì improvvisa, creando due piatti nuovi sul momento. È molto interessante vedere come si concentra di volta in volta, come riadatta l'evoluzione del piatto a seconda di cosa sta ottenendo, come cambia l'impiattamento per trovare una forma che preferisce. Dopo di questo lo vediamo in azione durante un servizio: i ritmi sono quelli soliti di ogni grande ristorante, vale a dire sfrenati e preda del "caos controllato". Qui Gagnaire mostra di essere ancora in grado di reggere il lavoro di linea, inoltre ci mostra come lavora sul momento, assaggiando ed aggiustando in base all'ispirazione ed a quanto ha a disposizione.
Da lì ci si sposta verso il lato concettuale, con continui dialoghi che cercano di spiegare la sua filosofia. Prima di tutto mostra di essere un animo allo stesso tempo docile ed inquieto. Docile perché rimane pacato ed educato in ogni momento, è ben difficile vedere un altro chef che non urla durante il servizio e tratta gli altri in maniera così amichevole. Inquieto confessa lui stesso di esserlo, dice di avere numerosi incubi, di subire la tensione della sottile linea tra alta qualità e disastro, di sentirsi oppresso dalla caducità dell'esistenza e delle sue creazioni. È anche ipercritico con se stesso, secondo lui in tutta la sua carriera avrebbe fatto solo 2 piatti che reputa degni di menzione. Tutti i suoi discorsi sono basati sulle qualità effimere che l'hanno portato a dov'è ora: il riuscire ad astrarre il gusto dei piatti senza poterlo spiegare a parole; il voler andare contro le regole classiche per sentirsi vivo, cosa che allo stesso è causa di forte insicurezza perché si esplora l'ignoto; la difficoltà nel poter rifare i piatti alla stessa maniera, che a sua volta diventa il pregio fondamentale del suo stile. Questa parte è molto molto interessante, peccato non duri di più.
Dal lato strettamente materiale il DVD non è nulla di che. Il documentario è relativamente breve, non ci sono extra (a meno che siano nascosti). Video ed audio sono discreti e non oltre. Non c'è stata nemmeno grande cura nelle riprese, spesso e volentieri si vede il microfono della giraffa in alto nello schermo. Fate attenzione al fatto che il video è in standard NTSC, non è un problema per gli apparecchi degli ultimi anni, può esserlo se avete un televisore CRT vecchio. Potete vedere un'anteprima sul sito del produttore.
Per me si tratta di un documentario molto bello grazie a tutti i discorsi di Gagnaire sulla creatività. Chiaramente dovete avere la passione dell'alta cucina per essere invogliati a vederlo, altrimenti non credo vi possa piacere. Potete comprarlo su Amazon UK per £10.60.

 

 

7 Responses to “L’Invention de la Cuisine: Pierre Gagnaire (DVD)”

  1. lucia lorenzoni

    Buongiorno Sig.r Teo vorrei sapere ma qualcosa in ITALIANO…di valido intendo…per quelli pigri come me che non hanno avuto voglia di imparare le lingue straniere…e anche il tempo…grazie!

  2. teonzo

    Conosco solo l’esistenza di Chef’s Table su Netflix, ne parlano tutti ottimamente ma non l’ho mai visto. Ha i sottotitoli e non il doppiaggio, almeno a quanto ne so.

    Dopo che ho recensito “Jiro Dreams of Sushi” sul blog è uscito il DVD in italiano col titolo “Jiro e l’arte del sushi” (l’autore è lo stesso di “Chef’s Table”).

    Non ho idea se il Gambero Rosso Channel abbia prodotto e/o acquistato altre cose, sono anni che ho disdetto Sky e dopo l’uscita di Bonilli quel canale era decaduto.

    Purtroppo in Italia tirano i reality e non le trasmissioni serie.

     

    Teo

     

  3. lucia lorenzoni

    Grazie Sig.r Teo e per quanto riguarda Gambero Rosso Channel lei ha ragione da vendere, condivido in pieno , sono rimasta delusa perche' dopo 5 o 6 anni ho ripreso con sky proprio perche' Gambero Rosso(che avevo seguito parecchio dalla primissima puntata) era il mio canale preferito ed ora e' solo un pallido e deprimente ricordo di Rai Sat Gambero Rosso Channel…saluti alla prossima.!

  4. teonzo

    Pure io avevo seguito il Gambero Rosso Channel dal lancio a fine anni ’90 su RaiSat. I primi 3-4 anni erano stati spettacolari, qualità pura ed un sacco di programmi interessanti. Ad esempio mi ricordo ancora la serie di cucina vegetariana con Nicla Nardi e Pietro Leeman; oppure miniserie della BBC sul Marco Pierre White degli esordi (quella dove invitava Roux, Koffman e gli altri, in mezzo alla brigata si vedeva un giuovincello Gordon Ramsay). Poi già negli ultimi anni di Bonilli per me c’era stato un calo. Dopo la sua uscita solo delusioni. Da amici mi è capitato di vedere qualche spezzone negli ultimi anni, meglio dimenticare.

    Da qualche parte ho uno scatolone con un po’ di VHS registrate a fine anni ’90 inizi 2000. Spero che prima o poi si decidano a mettere disponibile la vecchia programmazione, hanno quintali di roba lì a prendere polvere e totalmente indisponibile. Se li mettessero disponibili online ci salterei sopra al volo.

    Purtroppo alla fine comanda sempre la pubblicità. Prodotti informativi attirano pubblico attento e poco incline a cedere alle sirene della pubblicità. I reality attirano pubblico superficiale che si fa intontire dalla pubblicità. Quindi alle reti televisive conviene fare quel tipo di programmi, prendono più soldi in pubblicità. E’ una situazione assurda, ora ci sono almeno 20 volte più canali rispetto 15 anni fa, eppure trovare programmi decenti è diventato molto molto più difficile.

     

    Teo

     

  5. lucia lorenzoni

    Si mi ricordo benissimo di quelle serie che cita e poi ricordo le 'trattorie d'Italia' e 'cucine d'Italia' mi sembra si chiamasse, poi 'indovina chi viene a cena', in cui il  giornalista Petrini faceva incontrare degli chef tra di loro , insomma era un canale stupendo…pero' chissa' che questo vuoto venga colmato da nuovi canali rivolti ad un pubblico interessato…mah..

    Lucia

  6. teonzo

    Sarebbe un sogno, ma la vedo dura purtroppo… Bisogna considerare che le trasmissioni di cucina degli ultimi anni che hanno spopolato sono di un certo tipo (che non interessano minimamente né a te né a me), i risultati di pubblico parlano chiaro ed andranno sempre in quella direzione. C’è da sperare che le TV on demand tipo Netflix continuino a produrre qualcosa ed abbiano ottimi numeri di visioni. I canali televisivi normali ragionano in termini pubblicitari, ossia cercano di fare programmi che siano appetibili per gli sponsor. Che sono i programmi che attirano un pubblico che si lascia condizionare dalle pubblicità. Chi cerca programmi informativi di qualità ragiona in maniera selettiva, ossia è il pubblico su cui la pubblicità influisce meno. Ai canali non interessa attirare 100mila persone su cui la pubblicità non ha effetto, a loro interessa attirare 50mila persone che si bevono la pubblicità. Con tutti i social network adesso è facilissimo profilare le persone e rendersi conto di quanto ritorno si ha a livello pubblicitario. La gente come te e me non è appetibile per i canali televisivi, non gli portiamo soldi, quindi che li guardiamo o no per loro è indifferente. Non siamo pubblico desiderato per loro. Le TV on demand tipo Netflix si basano principalmente sugli abbonamenti, quindi le scelte le fanno sul numero di visualizzazioni dei programmi. Se un programma viene visto da tanti allora attira abbonamenti e si pensa di allargare quell’offerta, se invece fa poche visualizzazioni allora viene tagliato. “Chef’s Table” è nato dopo il successo inaspettato di “Jiro Dreams of Sushi”, anche la serie sembra abbia ottenuto bei numeri visto che l’hanno confermata e prolungata. Speriamo che sia l’inizio di qualcosa, possibilmente più creativo perché alla fine il format è sempre quello. Il Gambero Rosso Channel degli inizi aveva il grande pregio di proporre programmi molto diversi tra loro e pieni di personalità, tipo appunto “Indovina chi viene a cena” (molto molto bello, me l’ero dimenticato, grazie del promemoria!).

    In Italia abbiamo il vizio di seguire gli USA con un po’ di anni di ritardo, vedendo come si è ridotto Food Network c’è da rabbrividire. Ma ci sono anche barlumi di speranza, ad esempio la PBS ha prodotto “A Chef’s Life” e “The Mind of a Chef” (titoli fantasiosi!). A me piacerebbero programmi che raccontino la passione di chi fa sto lavoro, oppure programmi che raccontino le tradizioni (abbiamo un patrimonio immenso in Italia che negli ultimi 30 anni è stato demolito in maniera consistente).

    La cosa migliore che possiamo fare è agire nel nostro piccolo, ossia spiegare agli appassionati di reality di cucina che la qualità sta da altre parti.

     

    Teo

     

  7. lucia lorenzoni

    Grazie Teo anche per le dritte!alla prossima!

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