CONFETTURA DI MIRTILLI SELVATICI

 

Se avete la fortuna di avere per le mani dei mirtilli selvatici allora la confettura è una preparazione obbligatoria. Questa ricetta è valida anche per i mirtilli coltivati.

 


 

RICETTA

CONFETTURA DI MIRTILLI SELVATICI

 

1000 g mirtilli selvatici
600 g zucchero
q.b. succo di limone

 

Prima di tutto vi consiglio di leggere la pagina sulle spiegazioni generali per realizzare marmellate e confetture.
Prendete i mirtilli selvatici e puliteli tamponandoli leggermente con della carta da cucina bagnata. È meglio evitare di lavarli direttamente in acqua perché sono frutti molto delicati e perderebbero molto sapore. Fate attenzione ad eliminare tutte le foglioline e rametti che inevitabilmente si trovano mescolati ai frutti. I mirtilli selvatici sono piccoli e di colore viola scuro, si trovano difficilmente in commercio, hanno un costo bello alto ma sono molto più gustosi degli altri. In alternativa potete usare i mirtilli coltivati, sono ben più grandi di quelli selvatici e di colore viola relativamente chiaro, sono quelli che si trovano normalmente nelle vaschettine dei fruttivendoli. Io preferisco nettamente usare i mirtilli selvatici, ma per questa ricetta potete sostituirli senza problemi con quelli coltivati.
Prendete una pentola capiente, versate i mirtilli e lo zucchero, mescolate per distribuire lo zucchero in maniera omogenea, quindi versate un po' di succo di limone filtrato (la quantità dipende dai gusti). Fate macerare per circa 5-6 ore: lo zucchero deve sciogliersi, i mirtilli devono rilasciare del succo ed assorbire un po' di zucchero. Nel caso in cui dopo un'ora lo zucchero non si sia sciolto, allora versate un po' di acqua e mescolate, quindi continuate con la macerazione.
Dopo aver completato la macerazione ponete la pentola su fiamma massima, mescolate piuttosto frequentemente con una spatola in silicone e portate a cottura, quindi invasettate.

 


 

AROMATIZZAZIONI

 

Potete aromatizzare questa confettura in molti modi diversi: anice, brandy, calvados, cannella, chiodi di garofano, cognac, erba limoncina, fave di Tonka, granella di pistacchio, macis, malva, mandorle a filetti, menta, noce moscata, rosa, rum, zenzero…
Sul come procedere vi rimando ancora alle spiegazioni generali.

 

 

7 Responses to “Confettura di mirtilli selvatici”

  1. Lucio

    Teo Ciao,

    Che dici se aggiungo negligencia zuccheri totali Del glucosio? 

  2. teonzo

    Poter farlo puoi farlo, ma non ci vedo molto senso onestamente.

     

    Teo

     

  3. Lucio

    Teo,

    Se viene meno dolce ha un senso

    ciao

  4. teonzo

    Boh, io la vedo così:

    – le preparazioni tradizionali preferisco farle in maniera tradizionale;

    – marmellate e confetture alla fine hanno sempre almeno il 50% di zuccheri, quindi è meglio se il palato se ne accorge e si limita il consumo;

    – tra tutte le confetture quella di mirtilli è una delle meno dolci al palato (relativamente parlando), se volessi abbassare la sensazione dolce allora partirei da altra frutta.

     

    Teo

     

  5. Titti

    Ciao Teo,

    vorrei chiederti a che punto aggiungeresti l'alcolto?

    Spiego il mio dubbio. Prendiamo ad esempio una grappa con alcol 40', giustamente se l'aggiungo a fine cottura il grado brix diminuirà sensibilmente dal 60 in giù. Come conservazione tutto ok perché lo zucchero sarà già cotto e buono per la conservazione, anche l'acqua derivante dalla grappa non dovrebbe dare problemi perché avrà il suo alcol a fare da conservante e….boh otterrei quindi una confettura più liquida.

     

    cosa ne pensi? Quando l'aggiungeresti?

    grazie,

    Titti

  6. teonzo

    ciao Titti,

    come ho scritto nella pagina di spiegazioni generali personalmente sono dell’idea che gli alcolici vadano aggiunti a fine cottura, e sia meglio usarli di alta qualità in modo che ne basti un quantitativo minimo.

    Se aggiungi un superalcolico alla fine allora non hai problemi di conservazione, stai aggiungendo un qualcosa che è un conservante di suo.

    Sul discorso consistenza, i gradi brix o la temperatura vengono misurati per essere sicuri di essere arrivati al punto di gelificazione della pectina. Se ti fermi prima della gelificazione hai una marmellata molto più fluida rispetto ad arrivare a gelificazione ed aggiungere liquido a fine cottura. Nel secondo caso hai sempre una marmellata gelificata, semplicemente un po’ più diluita rispetto a prima, ma sempre gelificata, ossia sicuramente più corposa di una marmellata non gelificata. Nel caso specifico poi non hai proprio problemi, i mirtilli sono ricchissimi di pectina e la confettura gelificata è un blocco bello compatto, allungarla un po’ non fa danni come consistenza, anzi.

    Ma il consiglio migliore è usare alcolici di alta qualità ed in bassa quantità: a te interessano gli aromi, non l’alcol.

     

    Teo

     

  7. Titti

    Ottime considerazioni. Grazie per l'aiuto!

    Buona estate!

     

Leave a Reply

Copyright © TEONZO – blog di pasticceria. All rights reserved.