DIDIO T. e ZAVATTO A., RENAISSANCE GUIDE TO WINE & FOOD PAIRING

 

Ho comprato questo libro perché c'era scritto che conteneva un'intervista con Johnny Iuzzini, uno dei migliori pasticcieri americani. Dire che sono rimasto deluso è poco.

 

DiDio T. e Zavatto A., Renaissance Guide to Wine & Food Pairing

 

Autore: DiDio T. e Zavatto A.
Titolo: Renaissance Guide to Wine & Food Pairing
Editore: Alpha
ISBN: 9781592571147
Lingua: inglese
Pagine: 370
Data: 2003
Altezza: 22.9 cm
Larghezza: 15.1 cm
Spessore: 2.1 cm

 

Finora sono stati pubblicati un sacco di libri sull'abbinamento tra cibo e vini. Definire questo argomento una scienza esatta è sbagliato, ci sono dei criteri generali da seguire, ma il sommelier in gamba è quello che riesce ad andar oltre e trovare i cosiddetti "abbinamenti creativi". Insomma, i libri aiutano a crearsi una cultura di base, ma poi è più che altro questione di esperienza ed intuito. Dico questo perché reputo sbagliato approcciare un libro di questo tipo sperando di trovare una guida chiara, sicura ed infallibile, non sarà mai così e non è quello che mi aspettavo. Dalle note di presentazione mi aspettavo qualche intervista molto approfondita con dei grandi professionisti, ossia un'ulteriore occasione per capire quali sono i loro punti di vista ed i motivi dietro le loro scelte.
Il libro comincia con delle presentazioni belle pompose: Daniel Bouloud e Jean-Luc Le Dû, rispettivamente chef e sommelier del Restaurant Daniel di New York, dicono si tratti di un libro rivoluzionario, qualcosa di qualità mai vista sull'argomento. Parole nettamente di parte, visto che sono due degli intervistati. Da lì si passa a qualche pagina di storia del vino, scritta alla meno peggio, ed alla descrizione dei principali vitigni, anche qui alla meno peggio. Queste parti sono scritte in tono colloquiale ed autoreferenziale, si lasciano leggere perché lo stile è accattivamente, ma come informazioni vere e proprie lasciano ben a desiderare. Ad esempio Tony DiDio (figlio di emigrati italiani, ovviamente) si spaccia per un profondo conoscitore dei vini italiani, al punto di vantarsi che quando viene in Italia ordina sempre una bottiglia di "locale fresca" (copiato letteralmente). Essì, tutti i grandi esperti quando vanno nei ristoranti italiani ordinano una boccia di "locale fresca", due parole magiche simbolo di grande conoscenza. Già qui avevo capito che il libro meritava la finestra, ma ho provato a continuare.
Dopo alcune interviste ad enologi americani (che portano poche nozioni al lettore) si passa alla sezione sugli abbinamenti veri e propri, con spiegazioni tutt'altro che professionali e piuttosto confusionarie. Tant'è che ripetono all'infinito "ma alla fine l'importante è che piaccia a voi, quindi bevete quello che vi pare". Se il credo più grande degli autori è "bevete quello che vi pare", perché hanno scritto il libro?
Da lì si passa alle cronache delle loro degustazioni. I due autori hanno visitato vari ristoranti rinomati ed in collaborazione coi vari chef hanno registrato l'esperienza, riproponendo la trascrizione dei dialoghi nel libro. Praticamente ci troviamo il resoconto dei piatti che hanno mangiato con le loro impressioni sugli abbinamenti con alcune bottiglie. Cosa tutt'altro che utile, dato che si tratta spesso di piatti molto complessi (l'esatto opposto di quello che serve ad un neofita per imparare) ed il lettore non è presente in prima persona a provare l'esperienza.
Vabbeh, continuo a leggere per arrivare alla sezione sui dessert e leggere qualche commento di Johnny Iuzzini. Il capitolo sui dessert è cortissimo (11 pagine) ed è la parte peggiore del libro. Iuzzini viene solo nominato e non c'è nessuna spiegazione da parte sua. Il bello è che quando lo nominano dicono (non letterale) "ci ha preparato dei dessert anche col cardamomo, per rendervi conto della sua fantasia"… ennesima frase che mi ha fatto dubitare sulle capacità dei due autori (mai sentito parlare di cucina indiana? lì i dessert sono semplicemente strapieni di cardamomo).
Insomma, state totalmente alla lontana da questo libro, soldi e tempo buttati.

 

 

One Response to “DiDio T. e Zavatto A., Renaissance Guide to Wine & Food Pairing

  1. El Laito

    secondo me sono proprio questi i libri più belli!

    si impara anche dai peggiori… 😀

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