Lucky Peach #5

4 marzo 2013

 

LUCKY PEACH #5

 

Il quinto numero di Lucky Peach è dedicato a Chinatown, ossia l'integrazione del cibo cinese nella cultura statunitense.

 

Lucky Peach #5

 

Titolo: Lucky Peach
Numero: 5
Editore: McSweeney's
ISBN: 9781938073076
Lingua: inglese
Pagine: 178
Data: autunno 2012
Altezza: 26.5 cm
Larghezza: 21.6 cm
Spessore: 0.7 cm

 

Anche questo numero è focalizzato sulla cultura popolare americana, specificatamente l'impatto degli immigrati cinesi e del loro cibo. Ed anche questa volta la rivista non mi ha esaltato, i primi 3 numeri mi erano piaciuti molto di più. Probabilmente è dovuto alle differenze culturali, dato che qui in Italia ha senso parlare di Chinatown veramente in pochi casi (come Prato) e la quasi totalità di ristoranti cinesi sono ben lontani dal rappresentare la cucina di alto livello di quel popolo.
Il primo articolo di Gideon Lewis-Kraus mi ha veramente fatto temere il peggio: dovrebbe riguardare la ricerca delle Chinatown "proibite" di decenni fa, ma alla fine è un articolo scritto sul nulla. Scritto bene per carità, ma non dice nulla. Poi ci sono gli articoli fissi di Anthony Bourdain ed Harold McGee. Bourdain ormai soffre di sovraesposizione e di schiavitù verso il suo personaggio: il suo articolo riguarda le teste degli animali morti (sia come gastronomia che iconografia), il tema è in pieno suo stile ed avrebbe potuto tirarne fuori qualcosa di molto interessante, ma si fa leggere stancamente. McGee invece torna ad alti livelli parlandoci del vino di riso e vari esperimenti sulla fermentazione direttamente collegati: molto molto interessante, a quanto sembra questa sta diventando la nuova frontiera dell'alta gastronomia.
I due articoli migliori della rivista sono per me quello sul ginseng e quello sulla possibilità che il sugo di pomodoro sia stato "inventato" prima in Cina che in Italia. Se seguite il blog saprete che mi piace molto il ginseng (ad esempio nella torta ginseng, rosa, pistacchio, miele di castagno). Questo articolo racconta la caccia asiatica a questa radice selvatica (diventata ormai rarissima) e la dura vita dei raccoglitori americani. Viene spiegato, con vari aneddoti, che è una radice stimolante che crea dipendenza (e conseguenti controindicazioni) come una droga… ora ho capito perché mi piace, sono caduto nella trappola. L'articolo di Syd Finch è una sorta di caccia al tesoro raccontata via e-mail in prima persona: questa ricercatrice tedesca viene a conoscenza di un fantomatico chef cinese che ha girato il mondo e potrebbe dimostrare che oltre agli spaghetti gli cinesi abbiano "inventato" per primi anche il sugo al pomodoro. Si tratta di un racconto molto appassionante e viene da chiedersi se sia solo finzione o pura realtà… a voi scoprirlo leggendolo!
Un altro articolo degno di menzione è la guida ad alcuni piatti tradizionali del dim sum, molto utile visto che qui in Italia, come detto prima, non abbondano certo i puri ristoranti cinesi. Sparse nella rivista poi ci sono un sacco di ricette di piatti, molti dei quali rivisitati secondo lo stile americano (e quindi perdendo di interesse per me). Purtroppo sono assenti i dessert, un peccato.
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