A MATTER OF TASTE: SERVING UP PAUL LIEBRANDT (DVD)

 

Questo film-documentario segue la carriera di Paul Liebrandt, uno chef inglese di talento che si trasferì a New York in cerca di successo.

 

A Matter of Taste: Serving Up Paul Liebrandt (DVD)

 

Numero DVD: 1
Durata: 69 min
Anno: 2010
Lingua: inglese
Sottotitoli:
Standard: NTSC
Region: 1

 

“A Matter of Taste: Serving up Paul Liebrandt” è un altro documentario edito dalla First Run Features, in passato ho parlato di un altro loro DVD: Kings of Pastry. Questa volta il protagonista è Paul Liebrandt ed il film ci racconta la sua carriera dal 2000 fino al 2009. La regista è stata brava a cogliere le potenzialità di Liebrandt mentre era all’inizio della sua carriera da chef, tenace a continuare a seguirlo per tutti quegli anni, fortunata che alla fine Liebrandt ha ottenuto il successo meritato.
Il film comincia in maniera dirompente, mostrando Liebrandt tutto insanguinato e con in mano una testa di maiale. Di certo non una scena adatta al pubblico vegan, ma consona allo stile dello chef in quel periodo: provocatorio, oltraggioso, quasi ribelle. Liebrandt creava dei piatti molto equilibrati (era salito alla ribalta meritatamente) ma allo stesso tempo audaci, usando abbinamenti strani ed una moltitudine di componenti. Le classiche caratteristiche di un giovane dotato di grande talento e che vuole strafare. La prima avventura all’Atlas era cominciata molto bene, ma finì in maniera brusca per divergenze con la proprietà.
La regista segue poi Liebrandt al suo secondo lavoro da chef, presso il Papillon, una specie di bistrot che puntava all’alta qualità. Liebrandt lo considerava come un posto di passaggio, ma da bravo professionista ha dato il massimo in quel tipo di situazione. Il successo mediatico è arrivato subito, ma gli strascichi economici dell’11 settembre costrinsero la proprietà a tagliare i costi del menu, costringendo alla fine Liebrandt a cuocere hamburger. Non la situazione ideale per uno chef che punta in alto, tant’è che dopo qualche mese se ne andò.
Da lì sono seguiti anni bui senza una vera posizione da chef. C’è però uno spezzone molto interessante dove fa una consulenza per creare cocktail innovativi, usando tecniche moderniste: un settore di cui in Italia siamo quasi completamente ignoranti, ma che può aprire frontiere notevoli.
Il brutto periodo finisce quando un uomo d’affari (personaggio notevole col sigaro perenne), proprietario di una quindicina di ristoranti, propone a Liebrandt di mettersi in società, dandogli piena fiducia per cercare di creare un grande ristorante. Questa è la differenza esemplare tra gli USA e l’Italia: da loro ci sono molti più investitori “illuminati” che credono nella qualità e non nella quantità. Chiaramente dal lato chef serve anche avere fortuna: uno può avere tutto il talento che vuole, ma se non ha soldi e nessuno gli offre possibilità come questa, allora è destinato a rimanere nei bassifondi per sempre. A Liebrandt è andata bene, dopo anni di brutte esperienze gli è capitato il treno giusto, ha saputo coglierlo e farlo fruttare, di questo gli va dato merito.
La seconda metà del film è tutta incentrata sulla creazione di questo nuovo ristorante, il Corton di New York, fino ai primi mesi di apertura e la pubblicazione delle recensioni di tutti i giornali più importanti. Da un lato ci sono delle scene molto interessanti, sono quelle dove si vede la pressione nel cercare di far quadrare tutti i dettagli, la difficoltà di stilare un nuovo menu ed insegnarlo ad una nuova brigata, la quantità di lavoro e di problemi da affrontare durante l’apertura. Dall’altro lato secondo me si sono dilungati troppo sulle scene relative all’attesa della recensione del New York Times: d’accordo che è quella che fa o distrugge un ristorante a New York, d’accordo che gli spettatori casuali cercano la tensione, ma avrei preferito se tagliavano un po’ ed aggiungevano scene dalla cucina. Il film ovviamente si chiude con scene di successo e giubilo, non vi rovino nulla a dirlo perché si capisce già dalla copertina e da tutto il contorno.
Nel complesso è un film molto bello, riesce a far capire cosa succeda dietro le quinte delle cucine dei grandi ristoranti, quali siano le pressioni a cui si viene sottoposti in una grande cucina, quanti sacrifici bisogna fare prima di arrivare al successo. Per gli appassionati di tecnica di cucina ci sono varie scene che mostrano la creazione dei piatti (la maggior parte sono di impiattamento), quindi c’è materiale anche per i professionisti. Poi il film è impreziosito da molte foto dei piatti finiti, uno più bello dell’altro (non è retorica). Se vi piace l’alta cucina allora è un film vivamente consigliato.
Di questo DVD esistono due versioni: quella originale americana, con in copertina Liebrandt mentre sta impiattando (quella che ho io); quella inglese, con in copertina un piatto. Da quello che ho capito i contenuti sono totalmente identici, cambia solo che la prima è region 1 standard NTSC, la seconda è region 2 standard PAL. Esiste solo una scelta audio ed è l’originale inglese. Non esistono sottotitoli. Negli extra sono presenti le interviste ad Heston Blumenthal, Thomas Keller ed Eric Ripert, in cui raccontano la loro storia come chef e le problematiche per portare al successo i loro ristoranti. Sono poi presenti due corti della regista, carini ma non indispensabili.
Potete comprare su Amazon IT la versione americana per 13.58 euro, mentre la versione inglese costa 13.37 euro.

 

 

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