WHITE MARCO PIERRE, THE DEVIL IN THE KITCHEN

 

L'autobiografia di White è una lettura interessante, visto il carattere estremo dello chef.

 

White Marco Pierre – The Devil in the Kitchen

 

Autore: White Marco Pierre
Titolo: The Devil in the Kitchen
Editore: Orion
ISBN: 9780752881614
Lingua: inglese
Pagine: 318
Data: 2006
Altezza: 19.8 cm
Larghezza: 13 cm
Spessore: 2.2 cm

 

Avevo già parlato di Marco Pierre White nell'articolo sul suo libro di cucina White Heat, quindi reputo opportuno parlare anche della sua autobriografia, scritta con l'aiuto del ghost writer James Steen.
Da uno come White ci si aspettano un sacco di aneddoti focosi e particolari, raccontati in maniera diretta e senza fronzoli. Il libro mantiene le attese in parte, sembra di stare a guardare una belva feroce che viene ammansita da vari domatori. Il lato irruento ed instabile di White resta presente: irruento perché se si tolgono tutti gli episodi burrascosi dalla sua vita allora la biografia sarebbe durata 15 pagine; instabile perché, nonostante il lavoro del ghost writer, ci sono dei salti logici a volte allucinanti (all'interno di uno stesso capitolo si passa da un argomento all'altro senza nessuna correlazione apparente). Il tutto viene però limitato dal buon senso di Steen, dell'editore e dei loro avvocati: ci sono vari passaggi in cui è evidente una censura a monte per alleggerire il racconto. Mi sarebbe piaciuto molto leggere la versione originale (o ascoltare la registrazione audio delle interviste), credo ci sarebbero stati un sacco di aneddoti succosi e raccontati in maniera coinvolgente. Purtroppo White ha già dovuto affrontare decine di cause in tribunale per divorzi, liti ed altre conseguenze del suo carattere, se non avessero addolcito questa biografia credo che sarebbero fioccate decine di altre denunce.
Per quanto riguarda i fatti raccontati, spaziano dalla fanciullezza fino ai giorni in cui è stato scritto questo libro. Si parte dagli anni da bambino ed adolescente di White, non certo facili e che sicuramente avranno contribuito a creare quel suo carattere. Poi ci sono tutte le storie della sua formazione professionale, partendo come pasticciere da ristorante e poi spostandosi sul lato salato. Per gli appassionati di alta cucina questa parte è forse la più interessante, dato che racconta vari retroscena di quelli che erano i grandi ristoranti inglesi di quegli anni. Da lì il discorso si sposta sugli anni di Harveys, quelli dell'esplosione del fenomeno White, anche questa parte è coinvolgente. Dopo di questo comincia la parte più "ammansita", dove White racconta del brusco calo di passione per cucinare in maniera attiva, del suo reinventarsi come imprenditore proprietario di molti ristoranti, dei suoi rapporti burrascosi con varie celebrità (qui la mannaia degli editori deve essere calata pesante) e di quello che reputava fosse il suo vero grande amore (finito con una richiesta di divorzio qualche tempo dopo l'uscita di questo libro).
Personalmente ho apprezzato questa biografia, è un libro che si divora abbastanza in fretta perché, nonostante i vari tagli e salti insensati, il materiale raccontato resta molto particolare e cattura l'attenzione. Certo avrei preferito leggerla senza le mannaiate, ma non posso farne una colpa se vogliono evitare cause legali.
Su Amazon IT al momento costa 12.18 euro. Da quanto mi risulta esiste solo la versione originale in inglese, non è mai stato tradotto in italiano.

 

 

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